La splenectomia (asportazione della milza)


A cura del Dr. Riccardo Brachet Contul (rbrachetcontul@ausl.vda.it)
SC Chirurgia generale e d’Urgenza
Ospedale Regionale Umberto Parini

 

La prima splenectomia (asportazione della milza) documentata e conclusasi con successo risale al 1867 ad opera del chirurgo francese Jules-Emile Pean; alcuni tentativi di asportazione erano gi√† stati fatti in passato da Zaccarella a Palermo nel 1549 e successivamente dal tedesco Quittenbaum nel 1826.¬† La terapia chirurgica conservativa nacque con la cosidetta ‚Äúchirurgia di guerra‚ÄĚ con Rosetti che nel 1590 riport√≤ la prima splenectomia parziale eseguita con successo. Il primo caso splenectomia mini-invasiva mediante la tecnica laparoscopica √® stato riportato dal francese Delaitre nel 1991.

splenectomia

 

Le indicazioni per la splenectomia sono diverse, dal trauma addominale con spappolamento dell‚Äôorgano, alle gravi alterazioni del sangue come le anemie emolitiche o le piastrinopenie (in cui la milza determina rispettivamente una significativa ‚Äúrottura‚ÄĚ – emolisi – dei globuli rossi oppure un‚Äôaumentata distruzione delle piastrine presenti nel circolo sanguigno), agli ascessi localizzati, ai tumori della milza o alcuni tumori del sistema emolinfopoietico come i linfomi NH (la splenectomia viene tuttavia impiegata sempre pi√Ļ raramente), alla tubercolosi o malaria con localizzazione splenica, agli aneurismi dell‚Äôarteria che rifornisce la milza (arteria splenica) e altre malattie pi√Ļ rare.

Talvolta la milza può essere asportata durante interventi chirurgici per estesi tumori dello stomaco o del pancreas.

In caso di interventi programmati (cosiddetti in elezione) la milza solitamente viene asportata con tecnica mini-invasiva (chirurgia laparoscopica); in urgenza la procedura pi√Ļ utilizzata √® quella laparotomica (a cielo aperto) e sono a disposizione specifiche classificazioni di gravit√† delle lesioni spleniche che indicano quando √® necessario l‚Äôintervento chirurgico oppure se √® possibile¬† praticare una terapia conservativa.

L‚Äôintervento chirurgico √® gravato da complicazioni prevalentemente legate alla malattia di base o al trauma, mentre a distanza di tempo il paziente ‚Äúsplenectomizzato‚ÄĚ risulta essere pi√Ļ sensibile alle infezioni da parte di alcuni batteri (meningococco, pneumococco e haemophilus influenzae). Per questi motivi le persone cui √® stata precedentemente asportata la milza vengono sottoposte a vaccinazione specifica e ad antibioticoterapia prolungata nel caso di interventi odontoiatrici o altri interventi chirurgici, proprio perch√© sono a maggior rischio di sviluppare infezioni talvolta gravi (setticemie) e mortali.

Sulla base degli studi pi√Ļ recenti, si raccomanda di ripetere la vaccinazione anti-pneumococcica e, preferibilmente, quella anti-meningococcica ogni cinque anni, salvo controindicazioni. Per particolari soggetti che, oltre a essere splenectomizzati, sono anche affetti¬† da patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc., sono indicate le vaccinazioni anti-morbillo-parotite-rosolia, anti-varicella, anti-influenzale.

La prognosi dopo splenectomia è ovviamente legata alla patologia di base che ha posto indicazione alla rimozione dell’organo.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Dionigi L., Boni L. et al.: History of splenectomy. International Journal of Surgery (2013) 11(S1), S42‚ÄďS43
  2. Moris D, Dimitriou N, Griniatsos J.: Laparoscopic Splenectomy for Benign Hematological Disorders in Adults: A Systematic Review. In Vivo. 2017 May-Jun;31(3):291-302
  3. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019; http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2571
  4. Weledji EP.: Benefits and risks of splenectomy. Int J Surg. 2014;12(2):113-9. doi: 10.1016/j.ijsu.2013.11.017