Lettera del Presidente S.I.C.E., Dott. Ferdinando Agresta


Gli esami non finiscono mai” scriveva Edoardo De Filippo.

Ed ha ragione! A 56 anni sono ritornato a Scuola, quella del mio periodo di Presidente Eletto di questa nostra Società.
Sono stati due anni interessanti, pieni, indimenticabili, ed ho cercato di apprendere quanto più possibile per dare, spero, il meglio di me stesso adesso che devo sostenere questi due anni di Presidenza e di   lungo e costante esame.
Ho studiato, Prof. Silecchia, ed ho appreso da te, e adesso sono pronto ad affrontare, con il mio bagaglio umano e professionale e la tua eredità, ciò che mi attende.
Permettetemi un gioco di parole visto che ho citato Edoardo, gli esami e la Scuola: alcune “materie” mi hanno particolarmente attirato e vorrei con tutti voi discutere   come se fosse una tesina da portare alla maturità, a cui darei come titolo   quella definizione di “esperto” che ho trovato sulle ultime linee guide dell’HerniaSurge Group:
“…Esperto è colui che possiede conoscenza ed abilità ma che costantemente insegna e condivide queste conoscenze e continua una ricerca scientifica…”
Credo che questa definizione possa adattarsi a pennello ad una Società Scientifica quale la nostra che vuol fare proprio della Conoscenza, della Ricerca il proprio scopo di essere.
E l’insegnamento e la condivisione sono gli strumenti con cui, penso, si possa restare fedeli a questa missione.
Ed ecco il fil rouge, il sound track di questa mia ipotetica tesina: i Giovani, che danno il “corpo” allo scopo della S.I.C.E., alla sua Missione.
I Giovani apprendono dall’esperto e diventano esperti: al di là di quello che ultimamente leggiamo sui giovani nella nostra professione, dobbiamo continuare a condividere/insegnare proprio ai giovani; sembra invece che ovunque ci si agiti molto, in un modo che ricorda il “facite ammuina”, senza poi però concludere nulla.
Noi invece, in questi due anni abbiamo molto condiviso e insegnato, da esperti per far crescere esperti.
I nostri Corsi di Palermo, Napoli, Torino, Ferrara (prossimo), le nostre borse di studio, la presenza di un giovane eletto da giovani nel consiglio direttivo: da esperti ad esperti.
E abbiamo ricevuto molto di più. Non si insegna e condivide solamente, coinvolgendo i Giovani. Da loro si ha un continuo stimolo a fare, confrontarsi, a discutere e mettersi in discussione.
Non si dà solo ai Giovani, si riceve, e si restituisce.
Questa è la “continua ricerca scientifica” dell’esperto.
Con i Giovani dobbiamo continuare a fare ricerca.
Abbiamo fatto linee guide/consensus sull’HTA, 3D, Fluorescenza, stiamo lavorando su redigere un update sulle linee guida sui laparoceli in accordo con e secondo quanto previsto dall’Istituto Superiore di Sanità.
È tutto nero su bianco, non a parole!
Ho poi una mia personale idea di ricerca: non è un voler acquisire titoli onorifici e blasonati da usare in qualche concorso, in qualche trattativa con eventuali sponsor o per meglio imbastire il proprio biglietto da visita. Ricerca vuol dire essenzialmente confrontarsi, avere il coraggio di dimostrare quello che facciamo, di “rubare” dagli altri per migliorare noi stessi, per chi a noi costantemente si affida, con l’umiltà di sapere di non essere mai arrivati…perché proprio “gli esami non finiscono mai”.
Siamo una Società Scientifica in primis, e vogliamo fare dell’aggettivo Scientifico un reale sostantivo.

 

I Giovani si sa non amano i confini. Quindi Europa, quindi EAES. Credo che siamo insieme all’ISHAW l’unica Società chirurgica Italiana con un respiro europeo.
E contiamo in Europa, qualitativamente ma adesso anche quantitativamente. Siamo la Società Nazionale con il maggior numero di propri iscritti all’EAES, e questo non può non significare e non avere un qualche peso. Ci siamo e vogliamo continuare ad esserci ancora di più, proprio con i giovani: lo meritiamo e lo abbiamo dimostrato (e dobbiamo continuare a dimostrarlo).

 

I Giovani sanno che non è più il tempo delle “prime donne”.
La nostra Società che fa della tecnologia la propria bandiera e “distinguo” non può essere da sola: abbiamo bisogno dei colleghi infermieri, dei colleghi ingegneri clinici. E siamo con loro società intersocietaria: Associazione Infermieri Camera Operatoria, Associazione Italiana Ingegneria Clinica…ma condividiamo, e vogliamo continuare a condividere, una partnership con la Società Italiana Chirurgia Toracica. Ma da sempre siamo stati pronti a condividere passione, ricerca, lavoro con chiunque lo voglia fare e la nostra Storia lo dimostra. Siamo pronti al dialogo con tutti quegli Attori che hanno a cuore il “care” in toto del paziente, senza perdere la nostra Identità.

 

Ed i Giovani sono fieri di questa nostra Identità e tutti lo siamo ed io, come Presidente, lo sono.

Siamo una Società dedicata alla laparo-endoscopia ed alle nuove tecnologie, è una nostra specificità, che ci rende unici, che ci identifica.  Identità che non vogliamo perdere.  Anche se siamo pronti ad ogni idea, discussione, proposta, purché sia trasparente, e rispettosa. Intelligenti pauca…dicevano i Latini!

 

I Giovani chiedono/vogliono Trasparenza e Rispetto. E noi lo continueremo a fare. Nelle nostre scelte   societarie, sempre trasparenti, condivise e rispettose. E dove cadessimo in contraddizione, conto sull’aiuto di ciascuno di voi per riprendere la via!

 

I Giovani credono nell’Amicizia, quella vera, disinteressata, basata sulla stima, conoscenza e riconoscenza…
Ed allora ecco l’abbraccio mio e di Gianfranco Silecchia: spontaneo perché vero e basato su Stima e Amicizia.
Permettetemi però di ringraziare tutti voi e vorrei farlo ricordando doverosamente e rispettosamente chi mi ha preceduto: Prof. Corcione, Prof. Morino, Prof. Valeri, solo per citare gli ultimi che ho direttamente “vissuto”.

 

“Gli esami non finiscono mai”, però avrei voluto affrontare questi esami anche con qualcuno che purtroppo oggi non è più con noi. Ciao Antonella Andreotti!
“Gli esami non finiscono mai” credo che sia arrivato adesso il tempo di sostenere – ma soprattutto di superare con Voi –  questi benedetti esami!”

 

Ferdinando Agresta