Lettera Farewell Presidente Ferdinando Agresta


Permettetemi di fermarmi un attimo con tutti voi: di rivedere questi due anni di Presidenza, di (cercare di) tirare le somme e di pensare e progettare il futuro.

Il primo ricordo è quello di settembre 2018 ad Ancona e all’abbraccio con il Presidente Uscente il Prof. Silecchia.

E mi viene in mente quella pubblicità di un amaro dove il protagonista dice: “bello come il sole, vestito tutto a punto…e non vado a sbagliare giorno!” e gli amici che sorridendo gli chiedono: “cosa vuoi di più dalla vita?..un Lucano!”, la risposta in coro.

No, non è uno spot pubblicitario, ma io ho origine lucane e quindi anche se, causa della Pandemia che proprio in questi due anni abbiamo e stiamo vivendo, mi verrebbe da dire: ho sbagliato giorno (periodo) per questa mia presidenza… posso anch’io rispondere: un (ma io ho origine) Lucan(e)o ( da parte di Papà)…

E proprio Papà, con quella sua saggezza  vissuta, sorridendo mi direbbe: vedi il bicchiere mezzo pieno.

Traduzione popolare della frase di Sun Tzu: in mezzo al caos c’è anche l’opportunità.

Perché è di caos che dobbiamo parlare. Perché è in mezzo al caso di questa pandemia che abbiamo vissuto questi ultimi due anni.

Ma vedo il bicchiere mezzo, anzi, quasi pieno, perché in questo caos, come Presidente di questa nostra unica Società, ho avuto e abbiamo avuto “l’opportunità” di crescere quantitativamente! Ed è strano, perché i “flussi e riflussi” storici si hanno in concomitanza degli eventi congressuali. Noi no, perché anche se i quasi 700 iscritti di adesso sono sicuramente da collegare al prossimo evento di Palermo, la nostra è stata una crescita continua, progressiva. Ed i numeri, quelli veri ed oggettivi, lo confermano!

Crescita che ci permette di continuare a guardare al di fuori dei nostri confini, all’Europa, all’EAES di cui siamo – da diverso tempo – la prima società in termini di scritti. EAES a cui abbiamo e stiamo dando tanto, ultimo non ultimo il Nostro segretario Generale: Alberto (Arezzo).

Ma non solo: Wanda (Petz), Marco (Milone), Umberto (Bracale) Elisa (Cassinotti) Francesco (Maria Carrano), Angelo (Iossa)…e spero di non aver dimenticato qualcuno. Tutti Soci della SICE, che stanno contribuendo alla crescita dell’EAES, senza dimenticare la SICE.

E si, perché non si smette mai di crescere, non si smette mai di imparare, anche se si è già esperti.

In un editoriale di Hernia è scritto: “esperto è colui che  insegna , condivide ma che non smette mai di fare  Ricerca”.

Già, la Ricerca: non certamente quella da premio Nobel! Il Nobel lo si vince da soli, massimo in due.

E noi siamo Società, ne siamo fieri, e lo abbiamo dimostrato anche nel caos di questa Pandemia.

Abbiamo cercato di far Ricerca proprio per ciò che a noi, come Professionisti  non solo chirurghi, è di interesse. Perché siamo Dirigenti, perché la nostra professionalità non è solo un gesto chirurgico, ma è anche tutto ciò che gira intorno a quel gesto. Ed in questo caos  abbiamo cercato di fare ricerca cercando di coinvolgere tutti i chirurghi, perché solo insieme ed in modo inclusivo si può arrivare al risultato: lo studio CRAC, lo studio CLoud19, le linee guide Inter-societarie sulla colecistite acuta in epoca COVID, quelle inerenti i sistemi di evacuazione dei  fumi, le  istruzioni  per gli interventi laparoscopici  in pazienti conclamati o sospetti COVID… perché ricerca non vuol dire solo “novità” ma anche conferma di quanto si fa già giustamente e bene, come la laparoscopia… e lì dove molti hanno pedissequamente seguito i pochi (peraltro noti), noi insieme ad altre società abbiamo cercato di mantenere le nostre conoscenza, la calma, la professionalità (mi riferisco alle linee guide Intercollegiate General Surgery Guidance on COVID-19 UPDATE).

Insieme, mai da soli, con tutti gli attori della sala operatoria: chirurghi, strumentisti, ingegneri clinici.

Società sì scientifica, però fatta di e da uomini, con la U maiuscola, che hanno saputo reinventarsi anche di ruolo durante questo Caos. Quindi non soltanto materiale scientifico ma anche quello che abbiamo chiamato “Lettere dal fronte”. Scritti da colleghi, soci, dalla prima “caotica” linea della guerra  contro questa Pandemia.

Senza mai dimenticare poi tutti quei filoni di ricerca che vedono nella nostra Società un interesse particolare: l’Update linee guida della SICE sui laparoceli laparoscopici (Un must l’update… che pochi fanno e sanno fare!) (a Palermo porteremo i risultati), l’HTA sugli Energy device (e la relativa survey), ERAS e Chirurgia Colorettale Mini-invasiva (Lo studio ERCOLE che presto verrà pubblicato), il commentare articoli di importante rilievo clinico… ed anche mediatico… (diverticolosi e personaggi illustri operati) ed il nostro fiore all’occhiello: il libro sulla Chirurgia Laparoscopica in urgenza nell’anziano (in pubblicazione a Settembre). Una chirurgia ragionata, ponderata, pesata, discussa, condivisa e confrontata con tutti i colleghi che con noi vivono la problematica dell’urgenza in  questi pazienti e  non solo.

Ricerca poi che vuol dire condivisione e rafforzamento di quella partnership con Istituzioni e Società non Chirurgiche, ma che è fondamentale proprio  per l’attività scientifica: l’Istituto Mario Negri, il Politecnico di Milano, l’Università Carlo Cattaneo – LIUC, la Società degli Ingegneri clinici.

A tutti loro va il mio ed il nostro ringraziamento: per esserci accanto e per aver creduto in noi!

Due anni passati velocemente e vissuti in pieno, nonostante il Caos.

Passati velocemente perché circondato da uomini e donne di valore.

Grazie Gianfranco (Silecchia), per l’eredità che mi hai consegnato, eredità che spero di aver non solo custodito ma di aver saputo sfruttare…

Grazie Mario (Guerrieri): a te passo il testimone, Grazie per la tua silenziosa ma efficace presenza, grazie perché sono sicuro che in questa staffetta tu saprai non solo continuare ma farai ancora di meglio;

Grazie Alberto (Arezzo): sei stato un compagno di viaggio  “imprescindibile”; hai fatto la differenza, sei stato presente e di presenza…

Grazie Wanda (Petz): hai dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il merito è a prescinde dal “gender”, ed il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare, la tua serietà professionale  unità a grandi dote umane  è stata una certezza… nel Caos e non solo!

Grazie a Gabriele (Anania), Diego (Cuccurullo), Riccardo (Brachet Contul), Antonino (Agrusa), Marco (Allaix), Emanuele (Botteri), Valerio (Caracino),  Elisa (Cassinotti), Giancarlo (D’Ambrosio), Marco (Milone), Irnerio (Muttillo), Marcello (Pisano), Mauro (Podda), Alberto (Sartori): sono un uomo con  tutti i difetti (ed i pregi) di essere uomo… con tanti di voi il feeling è stato da subito, con altri lo abbiamo costruito. Tutti, a vario titolo, presenti. Tutti avete dato con la certezza che avete anche ricevuto, come io ho ricevuto da questa esperienza…

Ed ora abbiamo Palermo:  finalmente di  nuovo insieme a ricordare – spero anzi ne sono certo – del Caos e a fare quello che ci viene meglio: Ricerca… insieme, come sempre!

Ed a Palermo progetteremo il nostro futuro: La Scelta di un Presidente Ospedaliero (anche se come Società di questa vetusta dicotomia ne abbiamo fatto – da tanto tempo – solo una mera aggettivazione burocratica), di un nuovo Segretario Generale e Tesoriere (Grazie Alberto e Wanda per il Vostro gesto di lasciare la carica non sapendo del vostro futuro societario nazionale ed internazionale), di un nuovo Consiglio Direttivo. La scelta sarà sicuramente quella giusta  basata sul merito, sull’entusiasmiamo e voglia di fare, sull’indipendenza di pensiero umano e professionale e societario. Scelta basata sul rispetto delle regole, non sui personalismi, non su chi grida a voce più alta.  Noi siamo seri, questo lo lasciamo fare ad altri!

Due anni sono passati… ed io – a differenza del protagonista dello spot pubblicitario – non credo di aver sbagliato giorno e periodo….ma non sta a me dirlo!  Spero sicuramente di vedere i vostri sorrisi al nostro definitivo “Ciao” al passaggio delle consegne a Palermo…

Ultimo ma non ultimo: Grazie Riccardo, Alice e Ricciarda. La nostra…la mia (aggettivo possessivo…sono campano con origine lucane e pugliesi , quindi del Sud!) segreteria.

Il vostro supporto è stato fondamentale, imprescindibile, discreto,  efficace, fattivo, sempre presente, non contrattuale… tanto da essere  – soprattutto in questi ultimi mesi – supporto qualche   volta anche sopportazione del sottoscritto (e non solo).

Un ultimo pensiero, giuro, se mai ci fosse bisogno di dimostrare come la Nostra Società sia inclusiva, aperta, non legata a protocolli e  araldiche e vorrei dire, con tanta umiltà, attenta al merito. Mi vanto di essere un chirurgo di un cosiddetto ospedale “spoke” (Sono nato professionalmente a Vittorio Veneto – Ospedale spoke – Primario per 10 anni a Adria – altro Ospedale spoke – e da un anno di nuovo a Vittorio Veneto – sempre Ospedale Spoke).  Ma nonostante  i miei natali professionali non blasonati né altisonanti  questo non è stato un impedimento per raggiungere la Presidenza di questa Società, anzi, il contrario.  Non credo, e chiedo scusa se sbaglio, che ci siano altri esempi del genere  nel panorama italiano.

Un invito –  particolarmente ai giovani – di insistere, a dare il meglio di se stessi, a crederci… perché se ce lo fatta io!!!

 

Stay Hungry, stay foolish… (and be connected, united and share all you can) e lo siamo (stati) Affamati e pazzi (di ricerca), ma sempre connessi, uniti e nella massima condivisione.

Soprattutto si Professionisti, ma sempre Uomini!

Grazie a tutti.

Ferdinando Agresta